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Botanica Italiana


Fiori di mandorlo PDF Stampa E-mail
Scritto da Maria   
Mercoledì 12 Febbraio 2014 19:05


Il frutto del mandorlo nella Bibbia viene menzionato dieci volte e viene definito

come "tra i migliori frutti".

 

Un mandorlo è anche l’albero sotto cui il Buddha ha raggiunto l’illuminazione...

 

 

Nei giorni scorsi, camminando lungo vecchi coltivi, mi sono imbattuta

in dei bellissimi esemplari di mandorlo, usati in passato per i suoi frutti.

Il profumo mi ha inebriato e tutto quel candore rosato mi ha riportato alla

mia infanzia, che belle quelle primavere... e poi il pensiero è andato a quando

con la mia famiglia nei torridi pomeriggi d'estate si andava a raccogliere le

mandorle nel nostro mandorletto che sarebbero servite a mia madre per fare

i suoi splendidi dolci durante l'anno...che ricordi...

 

 

 

 

Un po' di storia:

Il mandorlo il cui nome scientifico è Prunus dulcis (Mill.) D.A.Webb, appartiene

alla famiglia delle Rosaceae; specie nativa dell'Asia sud-occidentale cresce oggi

nel Mediterraneo orientale e nel Levante; Venne introdotto in Sicilia dai Fenici dalla

Grecia (i romani lo chiamavano "noce greca"), dopodiché si diffuse in Francia,

Spagna e nei paesi del Mediterraneo. Oggi il mandorlo è diffuso anche nel

continente americano, ma più tardi rispetto all’Europa, nel XVI secolo.

Il frutto del mandorlo selvatico è amaro, poiché contiene glucosideamigdalina,

che si trasforma in acido cianidrico in seguito a rottura del seme, sostanza

mortale per l'uomo.

Invece le mandorle domestiche non sono tossiche; I mandorli domestici

appaiono nella prima parte dell'Età del bronzo (3000-2000 a.C.). Le mandorle

furono ritrovate anche nella tomba di Tutankamon in Egitto (circa 1325 a.C.).

Descrizione:

Il mandorlo è un piccolo albero alto fino 5 metri; presenta radici a fittone e fusto

in un primo momento con corteccia liscia e grigia, poi screpolata in lamine e

di color grigio scuro; le foglie, lunghe fino a 12 cm, sono lanceolate e picciolate;

i fiori, profumati di miele, bianchi o leggermente rosati e con un diametro fino a

5 cm hanno 5 sepali, 5 petali, 40 stami (disposti su tre verticilli) e un pistillo con

ovario semi-infero. I fiori in Sardegna sbocciano in genere tra gennaio e febbraio.

A seconda delle caratteristiche della mandorla, si distinguono le seguenti varietà:

V. amara, i cui semi risultano tossici; di cui si usano solo alcune mandorle per fare

dolci quali gli amaretti.

V. dulcis, i cui semi sono utilizzati nell'alimentazione, nell'industria dolciaria e per

l'estrazione dell'olio di mandorla officinale usato in cosmesi.

V. fragilis (o sticciamani), con seme dolce, ma endocarpo sottile non legnoso.

 


Utilizzo:

La pianta viene coltivata essenzialmente per la mandorla, seme inserito all'interno

di una drupa. I frutti del mandorlo si raccolgono in estate. Le mandorle possono

essere consumate in più modi: secche, dolci, salate, tritate o in combinazione

con altri cibi. In Sardegna e in Sicilia si fa abbondante uso della mandorla in

pasticceria, per la preparazione di pasta di mandorle, torte, torroni, dolci, confetti.

Di alcune varietà di mandorlo si utilizzano anche il legno e gli endocarpi, la cui

cenere, viene sfruttata nell'industria delle liscivie.

I fiori del mandorlo sono ricchi di simbolismi che riesce ad evocare, oltre ad essere

famosi in tutti il mondo per via della loro storia millenaria, sono splendidamente

decorativi e bellissimi per cerimonie, magari per decorare ambienti e persino il

bouquet della sposa. Personalmente considero i fiori di mandorlo, assieme a

quelli del ciliegio, tra gli alberi più belli che la natura ci abbia donato.

 

Idea originale:

Gelato ai fiori di mandorlo

500 ml di fior di latte

15-20 fiori di mandorlo

10 fiori di mandorlo sfioriti e con le piccolissime mandorline verdi

3 cucchiai di miele di zagara

mettete tutto nella gelatiera

guarnire con i fiori di mandorlo

Ecco a voi un gelato multi sensoriale

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Febbraio 2014 16:41